Gli agenti narrativi: quando l'IA passa dalla conversazione alla relazione
Nel 2023, venticinque agenti artificiali hanno iniziato a vivere autonomamente in una piccola città simulata: lavoravano, ricordavano, stringevano relazioni e organizzavano perfino feste. Oggi l'IA non si limita più a rispondere alle nostre domande: può ricordare le conversazioni precedenti, adattare il proprio comportamento e mantenere una continuità nel rapporto con chi interagisce. È in questo passaggio dalla conversazione alla relazione che prendono forma quelli che possiamo chiamare agenti narrativi.
Che cosa sono le artificial humanities? (parte 2)
«Perché io non esisto, sire». Così l'armatura vuota di Agilulfo risponde a Carlomagno nel Cavaliere inesistente di Calvino. Quella dell'IA generativa non è una mediamorfosi, l'ennesimo cambio di mezzo espressivo: è l'ingresso nel processo creativo di un'attrice nuova, che si comporta come se avesse intenzioni pur non avendone. Nel nuovo frammento: che cosa sono le artificial humanities, parte seconda.
Che cosa sono le artificial humanities? (parte 1)
Sei anni fa un robot scriveva sul "Guardian" per convincerci a non avere paura di lui. Oggi quelle righe sembrano preistoria, ma la domanda che solleva è più attuale che mai. La cornice teorica delle artificial humanities di Nina Beguš intende portare letteratura, filosofia e narrazione al cuore della progettazione dell'IA.