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Deckard — Artificial Humanities
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Frammenti

Esplorazioni, osservazioni, appunti di viaggio.

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Harold E. Edgerton, Paper Mill Worker, 1937. Smithsonian American Art Museum, Gift of Mr. and Mrs. Richard F. Young
3 agosto 2026 · di Fabrizio Allione, Riccardo Milanesi

Che cosa sono le artificial humanities? (parte 2)

«Perché io non esisto, sire». Così l'armatura vuota di Agilulfo risponde a Carlomagno nel Cavaliere inesistente di Calvino. Quella dell'IA generativa non è una mediamorfosi, l'ennesimo cambio di mezzo espressivo: è l'ingresso nel processo creativo di un'attrice nuova, che si comporta come se avesse intenzioni pur non avendone. Nel nuovo frammento: che cosa sono le artificial humanities, parte seconda.

Photo: Raymond Kleboe/Picture Post/Getty Images
9 luglio 2026 · di Fabrizio Allione, Riccardo Milanesi

Che cosa sono le artificial humanities? (parte 1)

Sei anni fa un robot scriveva sul "Guardian" per convincerci a non avere paura di lui. Oggi quelle righe sembrano preistoria, ma la domanda che solleva è più attuale che mai. La cornice teorica delle artificial humanities di Nina Beguš intende portare letteratura, filosofia e narrazione al cuore della progettazione dell'IA.

Deckard è un osservatorio culturale ed editoriale dedicato alle artificial humanities, un campo di ricerca interdisciplinare che studia come l'IA trasformi scrittura, immaginazione, narrazione e produzione culturale, e come le scienze umane possano contribuire a comprendere, orientare e progettare questi sistemi.


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